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Educazione finanziaria: cos’è?

Se ne parla tanto, ma si conosce davvero il suo significato?

La materia finanziaria, seppure molto importante, si scontra da sempre con delle resistenze.

Nonostante il suo apprendimento potrebbe rivelarsi fondamentale per molti aspetti della vita dell’uomo, purtroppo sono ancora molte le cose da implementare affinché essa sia effettivamente presa in considerazione.

Non solo come materia di studio e, dunque, come qualcosa da approfondire in modo teorico ma anche in quanto dimensione pratica della vita di ogni essere umano.

A questo proposito, ci tengo a parlarti – in questo articolo – del concetto di “educazione finanziaria“, riallacciando il tutto a un espediente.

Iniziamo!

 

È MEGLIO UN REGALO OGGI O LA PAGHETTA PER TUTTO L’ANNO?

A breve sarà il compleanno di mio nipote e in una delle ultime domeniche, trascorse con il classico “pranzo domenicale in famiglia”, tutti ci chiedevamo che cosa regalargli per il suo undicesimo compleanno.

In particolare, ad attirare l’attenzione di tutti sono state le “trattative” con la nonna che, da qualche tempo, ha iniziato a regalargli una paghetta settimanale, in occasione delle prime uscite con i suoi amichetti.

Claudio è innamorato pazzo di un nuovo marchio di abbigliamento per teenagers, perciò ha avanzato alla nonna una richiesta esorbitante. Per cui, la nonna si è trovata a rispondergli: “Se vuoi davvero questo regalo, dovrò toglierti la paghetta per tutto il resto dell’anno!”.

Chiunque sappia condurre un calcolo matematico sa già, benissimo, quanto rinunciare alla paghetta settimanale sarebbe stato un errore madornale.

Ma il piccolo Claudio, completamente all’oscuro di questi concetti finanziari, ha risposto: “Scelgo il regalo…per tutta la vita!”.

Ebbene, questo episodio mi ha spinto a una riflessione necessaria: i più giovani ma, in generale buona parte delle persone (la maggioranza!), non sono abituati al ragionamento finanziario.

Ciò rende fondamentale un deciso intervento: l’educazione finanziaria andrebbe somministrata a scuola, sin dalle elementari.

La conoscenza finanziaria, anche se totalmente ignorata, è molto utile nelle scelte di vita e condiziona profondamente successi e fallimenti.

Sono fermamente convinta che anche una sola ora settimanale di educazione finanziaria, a scuola, aiuterebbe i bambini come Claudio a non lasciarsi trascinare dall’impulsività e dall’emotività.

Con le dovute conoscenze – anche se minime – Claudio avrebbe rinunciato al suo look trendy per la possibilità di accumulare una bella somma di denaro.

Claudio non lo sa ma con la sua decisione avventata (perfettamente comprensibile dato che non ha i giusti elementi per poter capire la situazione) ha rinunciato alla possibilità di compare, avanti nel tempo, molti più capi di abbigliamento.

Per tale ragione, credo sia necessario approfondire il discorso relativo all’educazione finanziaria.

Facciamolo insieme!

 

PILLOLE DI EDUCAZIONE FINANZIARIA

In conformità con la definizione dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico), per educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale, si intende il processo attraverso il quale le persone migliorano la loro comprensione degli strumenti e dei prodotti finanziari, sviluppando tutte quelle competenze necessarie per l’acquisizione di una maggiore consapevolezza di tutti i rischi e delle opportunità finanziarie.

Nonostante l’importanza della materia, tuttavia, l’alfabetizzazione italiana – in tal senso – è estremamente bassa. Per questa ragione, il Ministero dell’economia e delle finanze, in concomitanza con il Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca, ha definito una «Strategia nazionale per l’educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale».

La sua attuazione è stata assegnata al “Comitato per la programmazione e il coordinamento delle attività di educazione finanziaria”. Esso è composto da undici membri ed è presieduto da un direttore scelto fra varie personalità con comprovate competenze ed esperienze nel settore.

Visti i notevoli avanzamenti in tal senso – almeno dal punto di vista istituzionale – non ci resta che capire come sia veicolato l’accesso delle persone a tutte queste conoscenze disponibili.

Ebbene, ciò che conta è il portale pubblico di educazione finanziaria, assicurativa e previdenziale curato dal Comitato.

Ma tutto ciò è davvero sufficiente per accompagnare le persone nell’acquisizione di concetti economici di importanza essenziale?

I valori dell’educazione finanziaria in Italia

Nonostante lo sforzo delle istituzioni (che, per esempio, hanno anche riconosciuto nel mese di ottobre il mese dell’educazione finanziaria) tutto ciò potrebbe non essere sufficiente per porre rimedio a un dato sconfortante: solo il 30% degli italiani ha raggiunto un buon livello di conoscenza finanziaria, contro una media Ocse del 62%. Ciò pone l’Italia estremamente in basso nella classifica (al penultimo posto!).

Personalmente, credo che lo Stato italiano debba comportarsi – nei confronti dell’educazione finanziaria – in modo simile a come ha fatto con la campagna vaccinale per il Covid-19. Ciò si rende necessario perché gli scenari economici e finanziari sono in continua e inesorabile evoluzione.

Questi ultimi, uniti a vari aspetti demografici (l’innalzamento delle aspettative di vita, precarietà lavorativa e chimerica età pensionistica) non lasciano spazio all’immagine di un paese che possa godere di una buona salute finanziaria. Si potrebbe porre rimedio alla situazione proprio “inoculando” la giusta educazione finanziaria ai cittadini italiani, a partire proprio dai banchi scolastici.

A tal proposito, per esempio, nelle scuole elementari e medie di Paglieta (CH) si svolge educazione finanziaria all’interno dell’educazione civica. Mi piacerebbe che tale iniziativa fosse estesa a tutte le scuole sull’intero territorio nazionale al fine di rendere i bambini, nel loro prossimo futuro, degli uomini responsabili e consapevoli.

Ma perché le istituzioni non inseriscono l’educazione finanziaria nel welfare?

Perché ciò accade solo in alcuni comuni (come, per esempio, Milano)?

È una forma di disinteresse consapevole?

Non saprei dirlo: ciò che so è che in quanto consulente finanziario la mia missione è donare ai miei clienti tutto il meglio possibile.

Vorrei che qualcuno potesse farlo anche con tutti gli altri cittadini italiani…

 

PER CONCLUDERE

Mi è capitato di prendere parte a uno splendido progetto realizzato da Anasf (Associazione nazionale consulenti finanziari) in collaborazione con Progetica: “Economic@mente, METTI IN CONTO IL TUO FUTURO”, un progetto di educazione finanziaria per gli studenti della scuola secondaria di secondo grado.

L’iniziativa, avviata nel 2009 e realizzata gratuitamente dall‘Associazione per l’innalzamento della cultura finanziaria dei risparmiatori, è proseguita negli anni con una crescente adesione degli istituti scolastici su tutto il territorio nazionale.

Oltre all’Anasf ci sono altre istituzioni che se ne occupano (banche, società di gestione del risparmio, etc.) ma personalmente il mio consiglio è: scegli un bravo consulente finanziario che possa offrirti pillole di educazione finanziaria che traducano in elementi semplici concetti che sembrano sempre estremamente complessi.

Il compito di un consulente finanziario è proprio curare la relazione che intrattiene con i suoi clienti, mettendo a loro completa disposizione tutte le conoscenze e l’esperienza accumulata negli anni di professione.

Proprio come quando speriamo che i professori dei nostri figli possano essere delle persone straordinarie e dei grandi professionisti, allo stesso modo chiunque dovrebbe poter accedere al servizio di un consulente finanziario: un professionista che possa occuparsi di tutte le faccende economiche relative alla vita dei suoi clienti.

Potresti iniziare, per esempio, richiedendo una consulenza gratuita. I consulenti finanziari, in Italia, sono appena 33.000 ma… tu potresti partire da qui:

 

A presto,

 

Marialba

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